Tra i progetti più interessanti degli ultimi anni c’è sicuramente quello realizzato per una Maison italiana del lusso con il team degli area manager della regione APAC (Asia-Pacific). Un gruppo internazionale di professionisti in arrivo da Giappone, Malaysia, Indonesia, Singapore riuniti in Italia per vivere un’immersione completa nella cultura e nei valori del brand: la cosiddetta brand experience.
Durante la loro permanenza, tra visite alla manifattura, incontri con il management e momenti di formazione dedicati, abbiamo tenuto una sessione esclusiva di business etiquette in inglese, interamente custom made. L’obiettivo: fornire strumenti pratici e culturali per trasmettere il savoir-faire italiano anche nei gesti quotidiani della relazione con il cliente.
Il tema scelto non poteva che essere uno dei più iconici per la Maison: l’etichetta della borsa. Un argomento che unisce stile, comportamento e conoscenza del prodotto, e che diventa un vero e proprio linguaggio di eleganza condiviso.
La sessione, svolta in un’aula ristretta di soli cinque partecipanti, ha alternato momenti frontali di cultural training — dedicati al saper vivere e alla tradizione del Made in Italy — a esercitazioni pratiche sul product etiquette: come presentare una borsa, come proporre diversi modi d’indossarla, come adattare l’accessorio a diversi contesti più o meno formali e farne un utilizzo strategico.
Un aspetto centrale è stato proprio quello della trasferibilità: ogni partecipante era chiamato non solo ad apprendere, ma a saper trasmettere ciò che aveva imparato ai propri team nei diversi Paesi di riferimento, creando così un linguaggio globale della gentilezza e della presenza elegante.
Questo tipo di formazione, pensata per i leader del retail internazionale, dimostra come la business etiquette possa diventare un potente strumento di brand alignment: capace di armonizzare comportamenti, tono e cultura del servizio in contesti multiculturali.
In un mercato del lusso sempre più competitivo, la differenza non sta solo nel prodotto, ma nel modo in cui viene presentato, raccontato, consegnato. Ed è proprio qui che la formazione sull’etichetta e il savoir-faire assume un valore strategico: perché ogni gesto, se ben fatto, comunica ciò che le parole non dicono.